08/03/2008
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"Il
riscatto
sociale
o di
proprietà
è
un'opportunità
che la
Provincia
dovrebbe
studiare
attentamente
e
seriamente,
ipotizzandone
poi la
sua
applicazione
anche in
Alto
Adige a
sostegno
delle
famiglie
e nello
stesso
interesse
della
provincia
medesima
che,
dalla
vendita
a
riscatto
dei
propri
alloggi,
ottiene
una
riduzione
di costi
per le
spese di
gestione".
Lo
affermano
i
Consiglieri
provinciali
di AN
Mauro
Minniti
ed
Alberto
Sigismondi
che
riprendono
una
proposta
dell'organizzazione
giovanile
di AN
Azione
Giovani.
Ideatore
l'on.
Fabio
Rampelli
di
Alleanza
Nazionale,
il
riscatto
sociale
o di
proprietà
per i
due
Consiglieri
provinciali
dovrebbe
articolarsi
in tre
fasi:
"una
prima in
cui le
famiglie
assegnatarie
di una
casa
IpES -
spiegano
Minniti
e
Sigismondi
-
continuano
a pagare
il
canone
di
affitto
mensile
che
concorrerà
al
riscatto
del
valore
dell'immobile
senza
più
essere,
di
fatto,
una rata
a fondo
perduto
così che
al
termine
del
pagamento,
la
famiglia
diventerà
proprietaria
dell'alloggio.
Contemporaneamente
a ciò si
sviluppa
la
seconda
fase -
aggiungono
i due
esponenti
provinciali
di AN -
ovvero
vengono
avviati
i
concorsi
per la
progettazione
di nuovi
alloggi
a cui
possono
partecipare
studenti
altoatesini
iscritti
a
facoltà
di
architettura;
i
progetti
verranno
acquisiti
a costo
zero
dalla
Provincia
e quindi
realizzati,
durante
la terza
fase, su
nuovi
terreni
che
verranno
individuati".
Secondo
Minniti
e
Sigismondi
"questo
progetto
non ha
nulla a
che fare
con il
mutuo
sociale
ma ne è
la
evoluzione".
Ovviamente
il
sistema
necessita
di
garanzie
per il
cittadino,
ma anche
per
l'Ente
pubblico.
"Per il
primo -
secondo
il
progetto
Minniti
e
Sigismondi
- la
rata
deve
essere
accessibile,
preferibilmentenon
superiore
al 1/5
della
capacità
economica
della
famiglia
da
valutare
attraverso
metodologie
che
tengano
in
considerazione
i soli
redditi
dei
componenti
della
famiglia
e solo
in
minima
parte
(non
oltre il
20%) di
quello
dei
figli
finchè
conviventi.
Nel
secondo
caso,
invece,
occorre
evitare
speculazioni
per cui
le case
acquistate
possono
essere
lasciate
solo
agli
eredi
diretti
(moglie
e figli)
in caso
di morte
dei
proprietari
e
comunque
non
possono
essere
vendute
per un
tempo
inferiore
ai 99
anni.
Riteniamo
inoltre
necessario
-
affermano
ancora i
due
Consiglieri
di An -
che la
formula
del
riscatto
sociale
o di
proprietà
consideri
pure
mutui
agevolati
per i
giovani
ai quali
dovrebbe
concedersi
l'accessibilità
al mutuo
a tasso
zero per
i primi
cinque
anni e a
tasso
agevolato
per gli
anni
successivi.
Indispensabile
in
questo
contesto
è la
costituzione
di una
"Cassa
Deposito
e
Prestiti"
con il
compito
di
coprire
l'intero
tasso di
interesse
per i
primi
cinque
anni e
la
differenza
fra il
tasso di
mercato
e quello
agevolato
nei
rimanente
periodo."
Sull'argomento,
ora,
Minniti
e
Sigismondi
hanno
presentato
un'interrogazione
in
Provincia
e
avanzeranno
il loro
progetto
anche in
sede di
dibattito
sulla
riforma
dell'edilizia
sociale
prevista
in
Consiglio
provinciale.












